Con l’avvicinarsi delle feste, come l’ormai prossimo pranzo di Pasqua, una domanda che arriva spesso è questa: si può continuare a frequentare pranzi e cene con tante persone nonostante il nostro familiare viva l’Alzheimer?
La risposta è sì: è infatti molto importante, sia per la persona con demenza che per il suo caregiver, continuare a coltivare un senso di normalità, soprattutto negli affetti. Tuttavia, dobbiamo mettere in campo alcune accortezze.
Spesso, quando pensiamo ad una tavolata, ci sono alcuni elementi che vengono subito in mente: tante persone, tante conversazioni che si sovrappongono e, di conseguenza, un po’ di confusione.
Questo, in chi vive la malattia, può generare un senso di smarrimento. La persona potrebbe non comprendere bene tutto ciò che viene detto intorno a sé, o avere la sensazione di esser fuori luogo: questo potrebbe portarla a chiedere molto spesso di tornare a casa, oppure potrebbe isolarsi e non partecipare in modo attivo al pranzo o alla cena.
Cosa dobbiamo fare?
Intanto, è necessario che il caregiver si sieda accanto alla persona malata, che le ripeta ciò che accade intorno a lei, e che la coinvolga nelle conversazioni, magari con una persona immediatamente adiacente e non troppo distante, concentrando l’attenzione sul punto focale della chiacchierata.
Ancora più importante è dire a ciascun ospite che la persona va coinvolta in modo semplice e spontaneo, cercando appunto di non isolarla. Questo è fondamentale proprio per far sì che questi tipi di eventi diventino comunque piacevoli, tanto per chi vive la malattia che per il proprio caregiver.